Autobus 63

Il protagonista di questo viaggio sentimentale per le strade di una Roma immersa nella grande bruttezza del “Disastro Capitale”e per i corridoi del Palazzo è un intellettuale deluso, un patriota mimetizzato nella normalità della borghesia che prova a mostrarci il ritratto umano della crisi economica e civile, usando volti e non numeri, storie e non serie economiche. Perché la crisi, vista dal sedile di un autobus o per le strade della città, non è un rebus per economisti, ma una peste moderna che contagia gli animi
e corrode le speranze delle persone. La nuova politica, populista e dilettante, non serve più, la gente è stata abbandonata a se stessa e la crisi si agita dentro i nostri mondi, pubblici e privati, come una divinità vendicativa che chiede sacrifici e miete vittime, nell’indifferenza dei carne ci e delle stesse vittime. Ne emerge il ritratto di un Palazzo richiuso in sé stesso che nulla sa di quanto avviene nella società e di un paesaggio sociale ben poco coeso in cui la nuova solitudine ha preso il posto della socialità e della solidarietà.

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